[appuntidiviaggio]

La ludoteca della parola, ovvero: il mio blog semiserio, perché semiseria è ora la mia vita. Vita nella quale, giorno dopo giorno, mi metto in gioco. Vita in cui il viaggio, inteso come esperienza a trecentosessanta gradi, è sempre presente.

CHI SONO

Utente: gioviruz
Nome: Giovanni De Faveri
Veneto d'origine, andaluso d'adozione, Giovanni De Faveri nasce a Treviso il 15 aprile 1981. Laureato in “Discipline della mediazione linguistica e culturale” all'Università degli studi di Padova, da sempre ha il pallino della scrittura. Ama il viaggio: musicale, mentale o fisico che sia. Nonostante la giovane età, il suo curriculum è un grande calderone che contiene un po' di tutto: dalle esperienze lavorative più disparate a quelle all'estero, Spagna in testa. Ora anche un Master in Giornalismo. Avventura intrapresa nell'intento di realizzare il suo sogno nel cassetto.

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lunedì, 21 maggio 2007

Agognate lacrime sognate
 
A distanza di due settimane da quella sera, finalmente sfogo la mia debolezza altalenante con lacrime salate che mi rigano le guance. Sempre al volante e sempre a tarda sera, sulla strada dritta verso casa. Sempre con quella “Smoke” tanto controversa e dolce che non puoi nemmeno immaginare.
Piango, o almeno vorrei farlo. Perché i miei occhi sono aridi ancora. Piangerò comunque. Più tardi, però. E sempre al volante, ma su altre strade: strette, un saliscendi di un piccolo borgo (francese, forse) alle spalle del quale si intuisce la nebulosa linea azzurra del mare all’orizzonte. Sveglia con i singhiozzi che mi riecheggiano nei timpani. Al lavoro, poi, la stessa strada in senso inverso. Nella speranza che non tornino più: attacchi di panico, li chiamano. Così li definivi anche tu. Delimitandoli, sfuggendo la loro straripante puntualità. Vorrei sparissero, anche se mi rendo conto che mi restano soltanto quelli. Tali e quali a due settimane fa.
Devo fermarmi, non so più dove sto andando. Dentro a un frullatore, macino strada senza muovermi. Un’altra sveglia, “Smoke” che stavolta è lieve come la carezza della brezza mattutina. Sorseggio il caffè tra le lenzuola, sorrido. E spero che l’altra metà del sogno si realizzi. La prima non è sparita, certo: come ogni cosa si è trasformata, andando in fumo. Impalpabile fluttua ancora tra noi, troppo diversi. Troppo uguali per proseguire insieme senza calpestarci a vicenda. Troppo egoisti, in fondo, per vedere oltre il nostro naso. O anche soltanto per evitare le lacrime sognate dell’altro.

postato da: gioviruz alle ore 01:02 | link | commenti (1)
categorie: sfumature
lunedì, 25 settembre 2006

silenzio assordante
Provo la stessa sensazione che provava un uomo medievale al pensiero di stare su una barca alla deriva verso l’orizzonte. La fine del mio periodo romano è la cascata che mi conduce là, dove finisce il mondo.

postato da: gioviruz alle ore 00:52 | link | commenti (1)
categorie: sfumature
domenica, 24 settembre 2006

Descrizione, aforisma. Pensiero.
 
Risate gracili, sghignazzate: le une da un gruppo di ragazzine appoggiate a una macchina parcheggiata a bordo strada, le altre dalla finestra aperta di uno dei palazzi della via, da dove arrivano i barlumi intermittenti di un televisore. Un ghigno isterico mi si spegne nello stomaco, mentre misuro a larghe falcate la distanza che mi separa da "casa".
Ponte Vecchio
La vita è nient’altro che illusione. Dolore e piacere svolgono il mero compito di legare l'uomo alla condizione terrena. L'uomo di norma ricerca il piacere, rifugge il dolore. Ma a volte dolore e piacere scaturiscono dalla medesima sorgente. Allora sarebbe bene elevarsi al di sopra di entrambi, per comprendere che la vida es sueño. Y los sueños sueños son.
Firenze
Ti ho cercata nei meandri dell’etere, tra i miei pensieri. Dentro le mie più recondite paure. Mai fisicamente, tantomeno al telefono. Fingendo per istanti infiniti di poter fare a meno di te. Di non avere bisogno di te. Mi sono allontanato per ovviare alla mia "dipendenza" da te. D'ora in poi mi sentirò un po' più solo. Spero, in questo, di avere il tuo sostegno.

postato da: gioviruz alle ore 01:47 | link | commenti (1)
categorie: sfumature
sabato, 23 settembre 2006

Parto (ovvero: l'ultimo colpo di coda dell’estate).
Dopo due anni di stupro incondizionato di me stesso, finalmente ho la forza di chiedermi se ne sia valsa veramente la pena. Boccheggiando come un pesce fuor d’acqua mi domando se davvero tutto questo lottare, tutto questo cambiare, sia servito a qualcosa. O se magari alla fine dei conti una parte di me non si sia persa per strada. Quella pura, se mai ce l’ho avuta. Quella sensibile, quella vera.
Sigaretta accesa abbandonata sul posacenere, scrittura intrisa su una pellicola in cui il vino rosso torna ad essere collante di fotogrammi carpiti in penombra. L’estate è finita ma ritorna, ha un ultimo colpo di coda, quasi non voglia torino 2006morire. Non adesso, senza che io l’abbia vissuta. Per la seconda volta, sacrificato a un sistema che credevo di poter dominare e al quale alla fine, purtroppo, anch’io mi sono piegato.
Mutevole ero, mutevole sono rimasto. Portato su questa strada dal richiamo forte, quasi viscerale, della penna, mi sono fatto attrarre in maniera non calcolata da altre forme di descrizione della realtà. Più complete, dal mio punto di vista. Ma di gran lunga più mendaci e fatte di primedonne che si calpestano i piedi a vicenda. Cosa che da sempre ho fuggito ma con la quale spesso, lo so, mi ritroverò a confrontarmi.
Forse avrei solo bisogno di prendermi una pausa dal mondo per tornare a guardarlo dall’esterno. Nonostante lo sterco ingurgitato m’abbia portato quasi sull’orlo dell’indigestione, ho voglia di rimettermi in gioco. Non so ancora se ne avrò la forza. So per certo che non avrò le risorse economiche necessarie per farlo. A conti fatti e con un pugno di mosche in mano, non credo però sarò in grado di mantenere i piedi su più staffe.
Il peso del futuro si fa opprimente, almeno quanto quello tolto d’un colpo dalla bilancia delle mie aspettative, che ha fatto impazzire l’ago e non solo quello. Sorseggio dal bicchiere per una volta senza la preoccupazione di dover mascherare con una mentina l’alito che odora di posacenere e d’osteria. Domani avrò la barba sfatta e le occhiaie più marcate del solito. Ma sapete che vi dico? Ecchissenefrega!

postato da: gioviruz alle ore 01:58 | link | commenti
categorie: sfumature
martedì, 12 settembre 2006

Comportamento da B...iasimare?

CALCIO: CORO INGIURIOSO CONTRO FACCHETTI, JUVENTUS MULTATA =
Roma, 12 set. - (Adnkronos) - Il mancato rispetto del minuto di  silenzio per Giacinto Facchetti, accompagnato da un "coro di tenore  ingiurioso", costa alla Juventus un'ammenda di 7.500 euro inflittagli dal giudice sportivo. Fra le motivazioni vi e' anche l'accensione di  un fumogeno nel secondo tempo, il lancio di un petardo sul recinto di giuoco e di numerosi oggetti nel settore occupato dai tifosi del  Rimini, avversario della prima giornata del campionato di serie B.


postato da: gioviruz alle ore 17:50 | link | commenti (1)
categorie: notizie
lunedì, 11 settembre 2006

Citazione.

Merda! giuro, in questo momento non trovo altre parole.
Merda. Scriverlo servirà a ricordarlo in futuro. Ancora merda.


postato da: gioviruz alle ore 21:49 | link | commenti (1)
categorie: sfumature

Agosto, Roma. La fine e l’inizio, alfa e omega. Il cerchio si chiude mentre si sente, pressante, il bisogno di una vacanza: meta designata Fiuggi, purtroppo. Mese di telefonate e incontri fugaci. Di nuove espressioni e valzer di vini, proprio quando sembrava non ci fosse più spazio per la fantasia. Mese lieve, come la seta. Come vorrei fossero tutti quelli a venire.


postato da: gioviruz alle ore 01:32 | link | commenti (1)
categorie: sfumature
domenica, 27 agosto 2006

Blog in stand by...

In altre faccende affacendato: indirizzo le mie energie in altri campi.

Voglio uno yò-yò.


postato da: gioviruz alle ore 21:46 | link | commenti (2)
categorie: contra
mercoledì, 09 agosto 2006

Analisi sputata, ovvero: quando il criterio di notiziabilità va a farselo mettere in quel posto.

Nuovo fronte d’attacco, vecchie minacce alle porte, risoluzioni Onu bocciate, copioni triti e ritriti di possibili scenari nucleari. Inquietanti. L’attenzione si sposta, come volevasi dimostrare. Cicli e ricicli di uno stesso circolo vizioso.
Sul fronte opposto la vita prosegue, ormai immune da tutto: dai bambini straziati ai kamikaze, dall’aviaria alla città delle “Mille e una notte” ormai dimenticata. Alghe killer e meduse sono preoccupazioni più grandi delle catastofi ambientali. O delle elezioni in Messico, praticamente ignorate.
Mentre la guerra fa paura solo quando il prezzo del petrolio vola e va a intaccare un portafogli sempre più vuoto di euro e sempre più pieno di “pagherò”. L’importante è non ammetterlo, e andare tutti al mare.


postato da: gioviruz alle ore 23:10 | link | commenti (2)
categorie: contra
lunedì, 07 agosto 2006

Con te/2 (con qualche giorno d'anticipo)

Luglio, Milano. Mese di incontri che danno sollievo a membra stanche e bisognose di carezze. Mese di distanze reali e percepite, sebbene in maniera diversa, da ambo le parti. Idillio e crisi, andata e ritorno. Apici e apnee a coronare un amore da toccata e fuga. Baratri (anche lavorativi) dai quali è difficile uscire senza avere qualcuno accanto.


postato da: gioviruz alle ore 00:55 | link | commenti (1)
categorie: sfumature